
NOLEBOL FEST is an organic joint venture between the best of the Italian underground scene. Two days, Rome, more than 40 bands, 4 stages for an amazing old/new school vibes’ sequence. From Common Deflection Problems to Bogong in Action, from Dispo to CRTVTR, then Gronge, HYSM?, Hiroshima Rocks Around, Cannibal Movie, Father Murphy and many more. Have a look:
Acre: Acre è un trio di improvvisazione elettroacustica basato sull’interazione di mondi differenti: la batteria jazz acustica di Ermanno Baron; la chitarra classico elettrica di Ginomaria Boschi; l’elettronica digitale, il theremin e i nastri magnetici di Marco “Ubik” Bonini. Il progetto originale si basa un melange di diverse contaminazioni che prendono forme disparate e poliedriche attraverso l’uso di transistor, legni e materiali digitali, unendo così all’estemporaneità del jazz l’imprevedibilità delle strumentazioni digitali. Acre è un flusso di musica (in)costante. Movimento digitale, elettrico, acustico, si scontrano formando un momento unico ed irripetibile. Acre è un virus sonico che sussulta sotto pelle ed attinge la sua linfa dal passato e dal presente. Nell’imprevisto… tutto si ri-crea.
alexander de large: alexander de large è probabilmente l’artista più puzzolente del sud Italia. E’ un cantante pop/punk grezzo, un hippy mancato, un dolce animaletto, ma di sicuro non è una pornostar. Nasce come pianista e poi passa a mille strumenti diventando il più grande, nonché unico, suonatore di cannucce sotto le ascelle professionista mai esistito. Speriamo non sprechi il suo talento nella stessa maniera in cui sta sprecando la sua vita. Se vi piacciono i gangsta-rappers, l’r&b e i negri senz’anima, allora lasciatelo perdere.

Bogong In Action: E’ veloce, martellante, procede come si deve per tutta la sua durata, senza lasciarti decifrare nemmeno un minimo riff, niente di niente (non che sia una cosa negativa, anzi). Non c’è nulla di fuori luogo, è tutto (pur nella sua breve durata) totalmente azzeccato allo scopo: fare male alle vostre orecchie e far muovere le vostre gambe e la vostra testa. E’ un pezzo punk (così come la selvaggia cavalcata finale, che continua per tutti i centonove secondi, mentre tutto intorno fa più casino possibile ), casino, chitarre dannatamente casinare e batterie disastrate, tutto condito da un’elettronica devastante, come martelli pneumatici in marcia nel centro città, a distruggere tutto, così. Di lì a pochi secondi, un’altra chitarra e la batteria arriveranno in soccorso a costruire e – allo stesso tempo – demolire la struttura del brano. E sarà sempre così.

Bokassà: Mangiare Carne umana, questa è l’ultima stravagante moda che si sta diffondendo in tutti i posti più ‘in’ del Sud del mondo. Solquest, alexander de large e Superfreak rinomati amanti di tutte le ultime tendenze non potevano resistere al fascino dell’ultima follia e riuniti nella squadra d’attacco denominata Bokassà si danno ad un afropunk scatenato divorandosi l’un l’altro fino all’inevitabile silenzi.
Butcher Mind Collapse: Un sound marcio e d’impatto, che attinge dal blues, dal post punk e dalla psichedelia, ma che mette al centro composizione e arrangiamento, valicando i generi e utilizzando la canzone come mezzo per evocare un immaginario fatto di storie e ambientazioni. Sax, voce, batteria e chitarra baritona al servizio di un girone dantesco tutto interiore, popolato di anime dannate e personaggi in fuga da se stessi. Acidi, oscuri, vagamente oracolari, attingono al blues e al post punk iniettandoli con massicce dosi di psichedelia deviata.

Cannibal Movie: I Cannibal Movie sono un duo strumentale formato da Donato Epiro all’organo e Gaspare Sammartano alle percussioni. Il loro suono trova le radici nelle colonne sonore dei Cannibal Movie italiani degli anni Settanta e Ottanta. Quello dei Cannibal Movie è un rito che celebra e soprattutto rinnova le suggestioni di una certa controcultura italiana. Questi imputs mescolati ad un tribalismo e all’occultismo cinematica come prole abbandonata dalla progenie di Amon Duul in una qualche impervia foresta pluviale ha la sua risultante in un caleidoscopio di suoni e visioni che affameranno qualsiasi ascoltatore.
Camillas: Un mondo in cui non sense e poetica del quotidiano convivono, semplicemente una magica astrazione che risuona da qualche tempo dalle Marche, tra echi di shoe-gazing, punk rock demente, elettronica 8-bit, filastrocche della nonna, cori degli Alpini e canzoncine per strumenti giocattolo.
I Camillas” nascono a Pordenone nel 1964 come duo formato da Ruben Camillas (chitarre, xilofono, voce) e Zagor Camillas (tastiere, cimbalo, voce), per 40 anni non producono niente ma nel 2004 succede qualcosa di straordinario, il rock’n’roll li vuole e loro accettano!!!
Cobol Pongide: Cogol Pongide e’ un duo umano/robotico formato da Cobol e da Emiglino Cicala. Suonano musica esclusivamente mediante giocattoli. Cobol si diploma presso l’Istituto per le Arti Armoniche e Cinematiche di Praga, mentre Emiglino no. Subisce invece un iter di programmazione basilare ma accurato presso i laboratori Giochi Preziosi di Milano. Nel duo Cobol si occupa di suonare con le mani: tastierine didattiche [come Bontempi, Casio, Chicco, eccetera]; console di gioco [come il Gameboy e il C64]; circuit bending. Diversamente Emiglino e’ il frontbot cantante della band e canta grazie a un cavo nero che gli esce dalla testa. La loro musica [musica elettronica suonata e cantata con strumenti piccoli e colorati] e’ ispirata al tema della mancata conquista dello spazio ma alcuni brani risentono, nei testi scritti da Emiglino, di una certa retorica robotica avversa ai lavori domestici [come se poi qualcuno gli avesse mai chiesto di farli].
Cayman The Animal: I Cayman the Animal si sono formati dalle ceneri di Ouzo (Marco e Diego) e Mithra (Leonardo e Valerio) nel 2010. Dopo la registrazione di un promo si unisce al gruppo Roberto degli Aldrin col quale incidono il primo disco vero e proprio “Too old to die young”, uscito per Mother Ship Records su vinile oneside-printed (con cd-r allegato) con il lato non suonabile disegnato da Ratigher dei Superamici e serigrafato da Corpoc. La miscelda di punk, post-tutto, rock’n’roll, nichilismo, hyppie,pirati e western ha forgiato il suono dei Cayman the Animal.
Common Deflection Problems: I tre ragazzi italiani applicano il loro nomadismo musicale in maniera radicale. Partiti dall’ Italia, nel 2007 giunsero nella plumbea Inghilterra. Dopo 4 anni a Londra, dove hanno suonato con gruppi del calibro di TRIO VD, SILENT FRONT, SHAPES, LE SINGE BLANC, BARBEROS, STIG NOISE, VIALKA, GUMS TAKES TOOTH, POINO, QUINTORIGO e chi ha la memoria per ricordarli tutti ci aiuti, arrivano a Barcellona nel 2011 per esportare il loro peculiare math-rock. Una band senza riferimenti. Preferiscono non sentirsi incapsulati in nessun genere e stile particolare, anche se le irregolarità del ritmo e della melodia danno per inteso che la matematica è una materia a loro affine.

Complessino Vazca: Vazca è ciò che ci rifiutiamo di vedere: rabbia, periferia, lentezza, sopravvivenza. In questa fornace di stili si riforgia l’intesa e la collaborazione tra Alberto Piccinni e Gigi Calabro, già insieme nei Muzak, in un nuovo frenetico progetto. Chitarra e batteria secca. Un power duo prog’n’roll crudo e delirante. Un esperimento live fisico, energico, coinvolgente. La felicità è sovversiva quando si collettivizza.
CRTVTR: I CRTVTR sono genovesi. Suonano una musica sospesa tra il post-punk washingtoniano e un po’ di psichedelia deviata contemporanea. Spruzzi di post-rock, spruzzi di math, cortocircuiti elettroacustici e loop vocali. Soprattutto tanta polpa. Sono un power trio e gli piace giocare con le dinamiche dal pianissimo al fortissimo, sorprendere l’ascoltatore, o almeno provarci. Hanno un furgone che si chiama Flauto. Sono parte integrante dell’associazione DisorderDrama, l’associazione di riferimento per il circuito DIY a Genova. Nel tempo hanno collaborato con Brigadisco, Marsiglia Records, Taxi Driver Records, Anomolo Records, Tesla Dischi, la anglo/catalana Human Feather e la loro embrionale etichetta QSQDR.
Dj Balli: Moderna, emancipata, artistica, di ampio spettro, vegetativa,
post-organica, sperimentale, anti stress, intelligente, straordinaria.
Tutti questi aggettivi sono spesso utilizzati per descrivere la musica elettronica, con dj Balli (Sonic Belligeranza rec.,
http://belligeranza.c8.com) le cose stanno in modo diverso.
Demented: Dj Demented aka dj redcazzian aka ecc ecc, è una delle emanazioni di S.d.T., individuo che serpeggia in formazioni ambigue dell’underground italiano spaziando dalla weird disco alla witchouse all’ harsh noise al freejazz punk inglese al pop italiano e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.Impegnato in vari campi del sapere ma soprattutto del non sapere, la sua ricerca dietro ai piatti è mirata a cercare e diffondere un non-stile fondato su una anarchia sonora di fondo che poi diventa totalitarismo armato.In soldoni, chi non vuole ballare non ballerà e chi vuole ballare ballerà.Anche viceversa.
D1NG: D1NG è un intrattenitore video, agitatore di feste, miscelatore utopico.
I suoi visual set e mapping sono onirici, disturbanti ed ipnotici.
Membro della visual crew More*Tv*V.
Produce installazioni audio-video attingono direttamente dall’inconscio collettivo utilizzando strumenti di codificazione superficiali.
Dispensa selezioni musicali irriverenti sotto forma di tracce garage, wave, alternative, electro … amalgamate a suoni e voci provenienti dal mondo della comunicazione di massa.
DISPOSITIVO PERILLANCIOBLIQUODIUNASFERETTA:
Esiste un genere musicale chiamato Math Rock, nato verso la fine degli anni ’80, che sta ad indicare una tipologia di rock fuori dal comune, caratterizzata da una complessa ed insolita struttura ritmica, sonorità fuori dagli schemi della tradizione, da accordi dissonanti e da una grande sperimentazione tecnica. Questa breve introduzione su uno dei generi musicali più strani ma anche più “colti” (math non è altro che l’abbreviazione di mathematical), non assicura l’inquadramento in un genere preciso della band .
Father Murphy: Il reverendo Murphy nacque a Brooklyn, New York, centinaia d’anni orsono, durante una calda calda estate. Ebbe un figlio e una figlia: Freddie Murphy e Chiara Lee. Loro scelsero strade differenti: la piccola Lee andò in Cina, mentre Freddie si fermò Brooklyn. Mantennero i contatti per qualche tempo, poi entrambi caddero addormentati per moltissimi anni. 3 anni fa si rincontrarono quindi a Venezia, dove furono battezzati dall’eroe biblico GVitron. In quel momento nacque Father Murphy.

Fuzz Orchestra: Sono sempre tre, ma fanno sempre più rumore. Sono più duri, potenti, incazzati. Adeguati a tempi che loro stessi chiamano “oscuri e dolorosi”. E questo secondo album/comunicato è uno dei dischi più belli e importanti di questo scorcio di 2009: una chitarra satura di fuzz (va da sè), una batteria e un noisepiano fatto di giradischi, radio, lettore cd, effetti, mixer e quant’altro. Una sorgente di dialoghi cinematografici, estratti di documentari, suoni d’ambiente e rumori, suonata e amplificata come fosse uno strumento. Non la trovata fighetta del giorno, ma frammenti politici di Italia che producono senso, dialogano con chitarra e batteria e moltiplicano la potenza già enorme dei loro fendenti. Fra riff hard monolitici, accelerazioni, stasi tesissime, ritmi ossessivi, sventagliate di sax e titoli come Il terrorista, Amore tossico, Luglio 01 e Marmo rosso sangue tutto rimanda ad anni di piombo passati e presenti.
Franco Ferguson: 1. Franco Ferguson è un collettivo formato da musicisti/e che condividono un approccio critico, creativo e non ortodosso al jazz ed alle musiche ad esso correlate.
2. Il collettivo si propone di valorizzare e connettere tra loro tutti/e coloro che si muovono in questo ambito. Coinvolgere il maggior numero di musicisti/e in una visione collettiva e cooperativa della musica,dove l’artista si senta parte di un “movimento” e non “singolo tra singoli”.
3. Franco Ferguson è l’astrazione creativa, è l’improvvisazione sociale e culturale, è la rivolta estemporanea e l’organizzazione di un istante. Franco Ferguson suona il silenzio dell’arte e l’estasi rivoluzionaria, saltella e schiva suoni reticenti, colpisce e scompare dalle luci della ribalta.
4. Il collettivo è l’espressione diretta e organizzata dei suoi soci fondatori.
5. Il collettivo si avvale di “comparse” più o meno persistenti e/o consistenti, sotto forma di soci sostenitori, fautori e rubacuori.
6. Franco Ferguson è responsabile dell’organizzazione di Zone Temporaneamente Libere. Improring, concerti, eventi ed altre azioni dirette alla disintossicazione sociale e culturale sono manifestazioni concrete di libere zone Fergusoniane.
7. Il collettivo Franco Ferguson estende la sua azione mediatica tramite comunicati, note, cd, video, poster, flyer… Reali!
GRONGE: Gronge si forma nel 1985 dando vita a quello che loro stessi nel corso del tempo definivano un collettivo con performances che non si limitavano ad una idea strettamente canonica tipo la mia band suona il rock affrontando tematiche musical concettuali. Gronge partorisce nell’arco di una decina d’anni centinaia di esibizioni live producendo 6 vinili e un cd che col titolo di tecnopunkabaret finiva per diventare capostipite di un vero e proprio genere art noise punk electro rock campionato che unitamente ad una vena teatral grottesca ispirava svariati gruppi che nella seconda metà degli 80 e nei primi 90 si andavano formando in ogni remota provincia dell’impero. questo per quello che riguarda i primi Gronge a cui parteciparono naturalmente decine di musici attori improvvisati e non, video maker, poeti e varie tipologie di personaggi. Come nelle peggiori favole ad un certo punto il signor marcho bedini (cofondatore del branco) esce dal gruppo ma si rende conto subito di non essere jack frusciante e dopo varie esperienze dai nomi più disparati tra cui gli ottimi PVC coi quali produce un cd dal titolo di ELETTRODOMESTICO si ritrova di fronte all’amletico cranio senza possedere più gli stessi capelli e con al fianco la oramai consolidata presenza di Maurizio Suonomono Bozzao decide di riprendere il nome mitico e con la naturalezza tipica degli incontri non casuali rientra al quattro corde una vecchia conoscenza tal DOCTOR VINZ CARUSO già bassman in Classe differenziale, Fase di Rigetto, gronge e move. Il gioco pare fatto un power trio in piena SENILE AGITATION che in poco tempo si ripropone per riallacciare vecchie tematiche e nuovi fili con già all’attivo decine di live in soli 9 mesi con la magica presenza di Alberto Mattaroccia IV° elemento, Ingegnere del suono. Oggi Gronge si presenta con un disco appena sfornato (Dolci Ricordi) e una formazione nuova di zecca. Al Fianco di Maurizio Suonomono Bozzao e Marco Bedini una batteria viene suonata da Federico Leo e una chitarra da Giacomo Ancillotto.

Gli Putridissimi: Il black metal ai tempi del punteruolo rosso. Droni e Jazz sperimentale per esorcizzare la terribile devastazione delle palme.
HERMETIC BROTHERHOOD OF LUX-OR: è parto avvenuto nel freddo dell’inverno 2007-08, ennesima filiazione-golem uscita dall’oscuro laboratorio Trasponsonic, collettivo-etichetta attiva fin dal 1999 di Macomer, con un catalogo che annovera ad oggi una quarantina di titoli. Negli anni si è fatta apprezzare dalla critica nazionale e d internazionale. I lavori degli Hermetic Brotherhood of Lux-Or sono stati esaltati da Julian Cope, musicista e critico musicale di fama internazionale ( suoi i libri culto sul Krautrock tedesco e sul noise giapponese)..nonchè appasionato di megalitismo e conoscitore della cultura nuragica. I concerti degli Hermetic Brotherhood sono rari e sporadici in quanto veri e propri rituali di improvvisazione e teatro musicale.Hanno suonato in Italia e all’estero. Miscelano istinti arcai a decadenza post-industriale. Un ideale sonoro e immaginifico della Sardegna contemporanea..colonna sonora del paesaggio nuragico in mezzo alle fabbriche. Hanno partecipato ultimamente alla compilation curata dall’importante etichetta italiana Boring Machines ed allegata alla rivista Occulto Magazine dedicata alla scena psichedelica-esoterica italiana così come riportato nell’articolo italian occult psichedelia a cura di Antonio Ciarletta uscito sulla rivista specializzata Blow-up nel numero di Gennaio 2012. A Febbraio sono usciti Jesus and John Wayne e ..and Justice for Hollywood contenuti nel secondo volume della collana Ethnographies-Musèe de l’Homme Hermetique recensito ancora una volta entusiasticamente da Julian Cope su Headheritage.com e recensito e segnalato tra i migliori dischi del mese nel numero di Maggio 2012 di Blow-up!!
Hiroshima Rocks Around: Hiroshima Rocks Around è un progetto aperto suscettibile dei nostri umori e capricci, e non ama essere spiegato; difficile inquadrarne il sound, perché semplicemente non abbiamo nulla che possa definirsi “nostro sound”, cosi diranno alcuni che siamo una band blues decadente altri una band corenoise con accenni metal, altri ancora una band punk garage; siamo e non siamo tutto ciò, non aderenti, non statici, non….
HysM?Duo: HysM?Duo è: Stefano Spataro, Jacopo Fiore, chitarra, batteria, progressione, basso, rumori, apnea, synth, acqua, distacco, effetti, loop. Il progetto nasce nel 2008, e sotto il nome di HysM? si nasconde anche un catalogo di musica indipendente. Il resto è da confermare. Etica ed estetica sono, per ora, a carico del destinatario.
La Sedia di Wittgenstein: Batteria rotta e chitarre sognanti fanno da background per campioni narrativi in un mix di psichedelia e improvvisazione. I due amici, Spataro e Prudenzano si chiudono nel laboratorio virtuale di Solquest per dar vita a 44 minuti di instabilità emozionale del suono, dedicato a quel burlone della filosofia che è Wittgenstein, ispiratore nonché guru dell’arredamento moderno.
Les Spritz: Attivi dal 2006 Suonano uno strano tipo di musica un po’ rumorosa e discordante . Lo fanno per innalzare il loro spirito ma non ci riescono quasi mai. Suonano più di 100 concerti in squat, club, bar, giardini di amici, garage, secret show in piccolo stanze in Italia in Europa insieme ad un sacco di amici come Don vito, Le Singe blanc, Morkobot, R.u.n.i, HYSM duo,Microwave with marge. Hanno realizzato 2 LP 12” completamente autoprodotti. A ottobre 2012 split ep 7” con Le Singe Blanc
Light the Bob: Duo (basso e batteria) nato a febbraio del 2009 in quel di Ostia, tra lo iodio e lo spazio occupato ZK da tante precedenti esperienze che spaziano dalla musica elettronica, al punk hardcore (Virus X), al country (Discountry), al metal (I Pesante). LtB cercano il non senso della musica, ma anche il senso della non musica, ma anche la musica che recentemente si è persa… il genere è piuttosto indefinibile, suoni duri, schitarrate senza chitarra e rullate a gogo… i testi sembrerebbero non avere senso, ma nascondono frammenti di vita vissuta, tematiche intimiste e riflessioni sociologiche profonde. Pochi fronzoli, rapidi concisi e disordinati quanto basta, avversi al copyright, sufficientemente non professionali, punk, assolutamente contrari alla mercificazione della musica e dell’espressione in generale, per la libera circolazione delle informazioni, per la diffusione dell’autoproduzione come attitidune, abitanti di occupazioni, frequentatori di spazi occupati, radicali, ma anche con i piedi per terra, non fossilizzati, in giro, niente star, niente compro niente vendo, suoni scanzonati, decisi, in mezzo, ma a volte anche di lato, musicalmente aperti, polistrumentisti pieni di impegno, volontà e cuore…
Lili Refrain: Lili Refrain è una chitarrista, compositrice e performer romana che dal 2007 ha un progetto solista in cui indaga le proprietà contrappuntistiche ed emotive della sovrapposizione strumentale e vocale.
I suoi brani scaturiscono dall’orchestrazione in tempo reale di chitarre elettriche e voci che mescolano l’ambient minimalista a psichedelia, folk, blues, epic metal, opera lirica e virtuosismi chitarristici.
La sua padronanza tecnica e il suo raffinato gusto compositivo conducono l’ascoltatore nei meandri dello “Shippinghead”, un indimenticabile atto unico oltre i confini di qualsivoglia genere musicale.
Luz: LUZ è l’incompromettibile, è un osso nascosto che regge l’architettura scheletrica e intorno a cui tutto si scompone e si ricompone all’infinito. Il LUZ è indistruggibile e paradossale, è la madre e il figlio, è il passato e il futuro, Eros e Thanatos. LUZ è un osso duro. I Luz sono Giacomo Ancillotto alla chitarra, Igor Legari al contrabbasso e Federico Leo alla batteria. Suonano.
Maybe I’m…: Maybe i’m… nasce nel 2007 come un progetto solista, semplicemente perché i tempi della plastica stanno per finire e le rotondità appaiono sempre più mostruose e far apparire il mondo come una superficie perfettamente levigata è stato un inganno bello finchè è durato. Maybe i’m ha un corpo blues e un’anima di ruggine. Col tempo Maybe i’m…ha inghiottito altre persone, alcune di passaggio e altre che restano in pianta stabile.

Manzoni: I ManzOni propongono un emozionante repertorio che unisce il migliore post-rock ad un visceral cantato in italiano vicino a Piero Ciampi. Con un primo album acclamato dalla critica e concerti che lasciano tutti a bocca aperta, i ManzOni sono stati acclamati in tutto il 2011. La band nasce a Chioggia (Venezia) dalla convergenza di cinque esistenze e dalle sliding doors che il presente mette davanti alle decisioni. Carlo Trevisan, Fiorenzo Fuolega, Ummer Freguia ed Emilio Veronese si dividono a turno tra chitarre e batteria per creare un impasto di abrasioni soniche e post rock mogwaiano su cui si incastonano i testi spiazzanti dell’allora 47enne Tenca. ManzOni è il nome scelto per rappresentarsi, in prima battuta dall’ammirazione e dallo stupore per l’opera dell’artista Piero, ma con la porta aperta a recare ulteriori significati.
Maximillian I°: i Maximillian I° sono un trio in voga dal 2001, anno della fondazione. Sono dediti a un free noise rock che sfocia nell’harsh come nello sludge elettronico, non disdegnando flirts con Rosanna Fratello . La descrizione piu’ calzante è che suonano come “una busta di monnezza piena di materiali organici lasciata nel deserto per una settimana”( blow up) . Dopo l’ultimo acclamato album “double anal fantasy” , si preparano a rodare i nuovi brani usando il pubblico come arrotatore.
Nevroschockingiochi: Un aspetto nevrotico, oscuro e violento infranto da quello ironico e giocoso. Aspetti che si accostano e si mescolano. Contrasti che si percepiscono nel nome della band maceratese, così come nella loro musica. I NEVROSHOCKINGIOCHI sono Alessandro Bracalente (voce, chitarra, macchine elettroniche varie), Mauro Mezzabotta (basso), Massimo Marini (chitarra, voce e strumenti elettronici), Riccardo Maccari (chitarra, synth) e Paolo Baioni (batteria).
Assidui ricercatori e sperimentatori del suono con insistenza sui contrasti tra timbri ombrosi e violenti e una notevole freschezza coloristica e dinamicità, il tutto imbevuto di cinica ironia e l’inclinazione ad una schizzofrenica psichedelia. Le loro peformance sono caratterizzate da un impronta teatrale che guarda alle avanguardie del ‘900 ma la maggiore fonte di inspirazione resta comunque la quotidianità. Hanno collaborato nel 2006 col Regista Marco Di Stefano, la coreografa Tanya Khabarova del corpo di danza russo Derevo e l’attrice israeliana Yael Karavan in spettacoli per il teatro. Dal vivo hanno calpestato i palchi di più o meno tutto il centro-italia, muovendosi soprattutto nella zona che comprende Marche, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Abruzzo.
Shaking Hand: La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie.
(Hugo von Hoffmansthal)
è un progetto campagnolo di recentissima nascita Creato da alessandro e gabri, tra il puncrocchesimo e la wave. Provenienti dall’arcigno appennino ligure organizzano da anni Il rural indie camp, festival campagnolo nell’entroterra genovese. Le sonorità sono scarse e confusionarie tendenti alla ripetizione ma il suono è pieno, basso, chitarra asciutta e una piccola cassa a pedale autocostruita. Prossimamente dovrà uscire il loro primo cd…

Stefano Giaccone: Nato negli Stati Uniti si trasferisce nel 1966 a Torino. Dopo qualche esperienza minore fonda nel 1982 i Franti, gruppo seminale per la scena rock indipendente con suoni classificabili tra il folk e il jazz. Il gruppo si scioglie nel 1987, si susseguono e si affiancano nuovi progetti musicali di cui fa parte con ex membri dei Franti: Environs, Orsi Lucille, gli Howth Castle, La Banda di Tirofisso. Collabora tra il 1990 e il 1993 con il gruppo punk Kina. Assieme al pianista Claudio Villiot pubblica un disco Corpi sparsi. Nel 1996 collabora con il gruppo O Zoo No per lo spettacolo Han Shan dedicato a Jack Kerouac, l’anno seguente per Teatridithalia compone le musiche e va in scena al Teatro dell’Elfo di Milano con lo spettacolo Addio papà respiro di Ferdinando Bruni dedicato ad Allen Ginsberg. Pubblica nel 1997 il primo album solista Le stesse cose ritornano con lo pseudonimo di Tony Buddenbrook. Dopo 2 EP nel 2003 ritorna con Tutto quello che vediamo è qualcos´altro, album di viaggi e ricerca interiore. Assieme a Mario Congiu pubblica nel 2004 Una canzone senza finale disco di cover di brani minori. Partecipa al Mantova Musica Festival. Tras o montes del 2006 legato alla tradizione dei folksinger americani (Phil Ochs) con arrangiamenti jazz riceve ottime recensioni registrato tra il Galles e l’Italia assieme a Dylan Fowler. Nel 2007 ispirandosi alla canzone d’autore e al melodramma pubblica l’album Come un fiore. Il disco è un concept album sulla morte. Nel 2009 con il commediografo inglese Peter Brett pubblica il disco sperimentale Viper Songs dove le musiche e parole si alternano. L’anno successivo nuovo disco da solista registrato in presa lo-fi Il giardino dell’ossigeno.

Tetuan: “Tetuan” nasce nel 2007 sotto il nome di Cristiano Coini, Edoardo Grisogani e Riccardo De Luca. Dopo due anni di preparazione esce il primo ep autoprodotto “tela” che risquote un discreto successonell’underground italiano, tanto da spingere alcune realtà della discografia indipendente (Brigadisco rec,Dischi del Minollo,Timpan, Onlyfuckingnoise rec) a ristamparlo nel successivo 2010 con l’aggiunta di un nuovo pezzo “mumbo jumbo”, in collaborazione con Marco bernacchia (Above the tree,M.A.Z.C.A,Gallina). Dopo un tour nazionale di presentazione di oltre 30 concerti,il trio torna in studio per un nuovo lavoro, più maturo ed evoluto che sarà presentato nel prossimo inverno. Tetuan è un power-trio, Math-Noise sperimentale, un sound granitico e nevrotico, quasi solo strumentale, martellante e saturo, pestato e devastatore, tribale e psichedelico, una sintesi di rock post- moderno o meglio post-mortem.

33ore: Autarchicamente sotto la luce di un carisma non preconfezionato che abbaia canzoni storte alla luna, 33 ore è riconosciuto ormai come il poeta blues intenso e cardiaco che manifesta storie fantastiche tra sensualità, consapevolezza e cinismo, con una voce che tocca il silenzio e lo tramuta in splendido rumore. Lo fa in maniera del tutto nuova in Italia, come un visionario pittore che produce astrattismi senza logica apparente e chiavi di lettura, ma in cui tutto poi si anima e vive.
Moebius Tribute: Proiezione di “Arzak Rhapsody” e sonorizzazione live a cura di:
Roberto Fega laptop, live loops
Ersilia Prosperi tromba
Adriano Lanzi chitarra elettrica, effetti, filtri
Un omaggio al genio di Jean Giraud, in arte Moebius, tra i massimi esponenti
del fumetto d’arte mondiale, recentemente scomparso. Noto ai più per la collaborazione con Jodorowsky, che scrisse per lui la serie L’Incal, Moebius è stato un disegnatore dal tratto personalissimo, che ha segnato profondamente la cultura popolare europea, sconfinando dalle pagine della storica rivista francese Metal Hurlant al cinema (suoi ad esempio i costumi e parte dei progetti scenografici del Quinto Elemento di Besson).
Nei tredici episodi di animazione di Arzak Rhapsody, tra suggestioni fantascientifiche e fantasy, come di consueto sono a stento imbrigliati surrealismo, senso del magico e purissima poesia, che la sonorizzazione dal vivo di Fega, Prosperi e Lanzi cerca di rispettare, esaltandone dove possibile la carica emotiva con sonorità inedite - e inaudite.
• Roberto Fega suona elettronica, sax tenore e clarinetto basso. Ha all’attivo molte collaborazioni con musicisti della scena eterodossa e jazz (Tim Hodgkinson, Mike Cooper, Damo Suzuki, Amy Denio, Francesco Lo Cascio, Paolo Innarella, e molti altri). Ha pubblicato per le prestigiose etichette Ambiances Magnetiques e CreativeSources.
• Adriano Lanzi suona chitarra, basso, elettronica. Dopo gli studi classici ha collaborato a lungo con il griot senegalese Pape Kanoutè. Ha remixato gli storici krautrockers Faust e fondato il gruppo rockjazz El Topo. Recenti le collaborazioni con Geoff Leigh (ex-Henry Cow), Stefano Giaccone (Franti) e con il gruppo gallese degli Ectogram. Ha pubblicato internazionalmente su Klangbad e Off/Stilll.
• Diplomata in tromba al Conservatorio di Frosinone Ersilia Prosperi ha studiato con i Maestri S. Cortesi, M. Bartoletti, e dal novembre 2004 al marzo 2005 presso la Escuela Nacional de Arte di Cuba, con il Maestro G. Barrera. Ha collaborato con Federica Santoro, Daniel Bacalov, Elio Martusciello, Mike Cooper, Luca Venitucci, Roberto Fega, Stefano Zorzanello e altri. E’ membro del gruppo Tzacatal.
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